— No, no, caro, — rispose Nancy, asciugandosi gli occhi. — No! sta bene, non aver paura. E' all'albergo, che dorme come un cherubino. Vieni, vieni! voglio che tu ringrazii un signore inglese che...

Stava per infilare il braccio in quello di suo marito, ma questi si ritrasse bruscamente.

— No, no, lascia! — disse. — Torna subito all'albergo. Io verrò fra cinque minuti. Vai! vai! Non vuoi mica guastar tutto, eh?

— Guastar cosa? — disse Nancy, attonita.

— Ma tutto, — disse lui. — Le nostre fortune, il nostro avvenire, tutto!

— Ma come? in che modo? Cosa vuoi dire? — e Nancy volse lo sguardo alla larga figura bianca rimasta a sedere sulla panca. Questa si era voltata e stava guardando Nancy traverso un occhialetto a lungo manico. — Chi è quella donna?

— Oh! non importa, — disse Aldo. — Quella è « all right ». Adesso non ho il tempo di darti spiegazioni. Va a casa, fa come dico io... Se no, — soggiunse, indovinando la sdegnosa protesta sul labbro di Nancy, — se no, peggio per te e per la piccina. Ricorda quello che ti dico: peggio per te e per la piccina!

Con ciò fece una scappellata a Nancy, e la lasciò. Tornò alla panca dove la donna grassa lo aspettava.

Nancy, paralizzata dallo stupore, lo vide sedersi al suo fianco ed espandersi in gesti esplicativi, mentre la donna, ancora voltata, seguitava a fissare Nancy traverso l'occhialetto.

Nancy si volse, e tornò indietro, lentamente, come un automa. L'inglese era ancora dove lo aveva lasciato, presso la gradinata del Casino, cogli occhi fissi sul giardino. Aveva accesa una sigaretta. Quando Nancy gli fu vicina egli si volse e gettò via la sigaretta.