Anne-Marie era vestita di raso liberty con un mantello alla russa di broccato bianco, e un cappello a lunghe piume. La bonne portava in testa un enorme nodo di nastro scozzese, di cui le due lunghe code svolazzavano al vento.
Le cose andarono così per dieci giorni. All'undecimo giorno era finito.
Nancy giocò allegramente e perse. Giocò prudentemente e perse. Giocò timidamente e perse. Giocò disperatamente e perse.
Aldo, che non si fidava della propria vena, la seguiva da tavola a tavola, dicendo:
— Sta attenta! Fa così! Non far così! Perchè hai giocato! Perchè non hai giocato! Te l'ho detto io!... Vedi!... Lo sapevo!...
E ad ogni tavola, li aspettava — spettro invisibile — la « guigne »! La guigne, allegra e maligna, toccava il braccio di Nancy e le spingeva la mano nella direzione falsa, le sussurrava all'orecchio i numeri sbagliati.
Dieci volte si decisero di smettere, e dieci volte si decisero a tentare ancora una volta, una sola volta!
— Adesso ci restano nove mila lire. Con nove mila lire cosa vuoi che facciamo? Siamo mendicanti! Ma con un po' di fortuna ci possiamo rifare.
Questo durò due giorni. Al terzo giorno avevano ancora mille e ottanta franchi.
— Giochiamo gli ottanta, — disse Aldo, — e i mille non li toccheremo.