Essa rise. Poi disse: « Siete dunque musicista? »
Crollai il capo. Ebbi per un istante l'idea di narrarle la Storia del Lupo. Poi temetti che potesse conoscere il mio nome, e forse parlarne con gli italiani di New York. E l'Italo-Americano scriverebbe un articolo, e il Corriere della Sera a Milano lo riprodurrebbe...
Ma la dolce giovine donna parlava: « Posso fare qualche cosa per voi? »
Io dissi: « Sì. »
« Denari? » chiese lei.
« Sì. »
« Quanto vi occorre? »
« Cinque dollari, » dissi io.
Essa sorrise. « Così poco? Sarei lieta di fare di più per un'amica di Hugo Wolff. »
Uscì dalla stanza chiudendo la porta dietro di sè. Mi lasciò sola nel suo magnifico salone; coi miei abiti dimessi, col mio cappello di paglia nero, colla mia necessità di cinque dollari mi chiuse in quella sala piena di ornamenti d'oro e d'argento, di cornici ingemmate e ninnoli di valore inestimabile. In un angolo v'era una libreria aperta, tutti i volumi rilegati in cuoio rosso con lettere d'oro. Guardai. Erano poeti tedeschi: Lenau, Uhland, Heinrich Heine... E poi Rossetti e Mrs Browning; e un volume della meravigliosa Lawrence Hope. E più in là vidi le « Odi Barbare »; e vicino a loro il mio volume di versi... il mio nome in oro sul cuoio rosso!...