Quando Nancy ricevette a New York la notizia della morte di sua madre, mise un abito nero invece di quello color marrone; e pianse, e pianse, e pianse, come piangono i figli per le loro madri. Poi rimise l'abito color marrone, e andò avanti a vivere per Anne-Marie, come vivono le madri per i loro figli.

In breve lasciarono il tetto meschino e ospitaliero di Frau Schmidl e, per allontanarsi un poco dal quartiere dei negri, presero un piccolo appartamento nell'82.ma Strada.

Una nipote di Frau Schmidl, per nome Minna, veniva a fare il lavoro di casa e a condurre a passeggio Anne-Marie. Anne-Marie adorava Minna. La contemplava con occhi rapiti quando parlava coi fornitori e coi vicini; e la seguiva di stanza in stanza quando essa spazzava e faceva i letti. Minna portava delle vesti scollate, e intorno al collo un nastrino di velluto nero e una fila di perle azzurre. Agli occhi di Anne-Marie, Minna rappresentava la perfetta bellezza muliebre. E Anne-Marie la imitava il più possibile, cercando di copiarne il passo, i gesti e il linguaggio.

Nancy talvolta le udiva parlare insieme in cucina. La voce di Minna:

— Cos'hai mangiato col tuo thè?... « A butterbread »?

E la voce di soprano striduletto di Anne-Marie:

— « Yes! two butter breads mit sugar. »

E Minna:

— « That's fine! To-morrow Tante Schmidl makes a cake, a good one. We eat it evenings. »

— « A cake.... a good one. We eat it evenings, » faceva eco Anne-Marie.