Il suo nome era Peg.
— Sono venuta perchè ho pensato che vi annoiavate, tutta sola; — disse Peg, entrando con Nancy nel salotto, dopo che Anne-Marie era stata ben coperta e baciata e messa a dormire coll'orso (avendo solennemente promesso che non lo avrebbe nè rosicchiato nè leccato!).
Allora Peg raccontò che lavorava da un parrucchiere nella Madison Avenue.
— Faccio specialmente la manicure. Aggiusto le unghie, le rendo rosse e lucide che paiono rubini. Nauseante professione, — soggiunse; — pensate dunque: tutte quelle diverse mani che devo tenere!... mi fanno venire il mal di mare. Specialmente quelle delle donne.
Nancy rise. Peg le offrì di accomodarle le unghie, così, per divertimento; e Nancy, dopo aver esitato un pochino, la lasciò fare.
— Ma, Dio buono! Avete delle mani da signora, — disse Peg.
E la coppa d'amarezza di Nancy fu colma. Cambiò discorso.
— Siete voi che suonate il pianoforte? — domandò alla vicina.
— No. E' mio fratello. Lavora in un ufficio di messaggerie. Ma per la musica, è famoso!
A questo punto dalla stanza vicina s'udì la voce di Anne-Marie (che voleva sempre la porta aperta).