— No, no, no! Non è quello! Non è quello! Non suonate più! Non voglio sentire quello!
E finalmente pianse e divenne tanto cattiva, che per castigo le due gambe posteriori dell'orso, che ella non aveva avuto ancora il tempo di mangiare, le furono portate via.
Peg e George rimasero un'ora e furono molto cordiali; e partendo promisero di ritornare un'altra sera.
Anche loro vivevano soli. I loro genitori avevano un rancio di pecore nel Dakota.
— Putrido paese, il Dakota, — disse George. — Tutto erba e vento. Per me, non c'è che New York.
E con una stretta di mano presero commiato.
Dopo di ciò, quando il morto signor Johnson faceva più del solito paura a Nancy, essa andava nella camera di Anne-Marie e batteva sul muro con una spazzola. E allora arrivava Peg, a passare la serata amichevolmente con lei.
Spesso veniva anche George, e leggeva ad alta voce i supplementi letterari del « New York Herald ». Leggeva specialmente tutte le poesie.
— Eh, — disse sua sorella, — George, per la poesia, è famoso!
George sorrise modestamente, e si passò le ben manicurate dita nei radi capelli.