Visitò delle pensioni nei quartieri distinti di New York, e fissò due stanze eleganti in un « boarding-house » di Lexington Avenue.

Nella sera che precedette la sua partenza dall'appartamento della 82.ma Strada, vennero Peg e George ad aiutarla a riporre le sue cose e a chiudere i bauli; ma presto furono richiamati a tornare nel loro alloggio, dalla venuta di un amico. Peg spiegò a Nancy, abbracciandola, che era un musicante polacco, certo Markowsky, che veniva qualche volta a far musica con George.

Anne-Marie dormiva. Nancy restò sola nel salotto spoglio, da cui era già stato tolto e messo via tutto ciò che le apparteneva. Il defunto signor Johnson la guardava mestamente, e anche l'aborrita lampada a piedestallo — accesa finalmente col consenso della commossa Mrs Johnson — versava una luce blanda sul fascio di rose, portato quella sera dal cupo e innamorato George.

Due rudi colpi battuti alla porta la fecero sobbalzare. Era il postino con una lettera per lei. Da Aldo? No. Veniva dall'Inghilterra, ed era per « Miss Brown ». Nancy richiamò il solenne postino e gli diede mezzo dollaro.

— Grazie. Sissignora. Va bene. Tutte le lettere, anche per Miss Brown, a Lexington Avenue? Sissignora. Sarà servita. Buona sera.

Nancy aprì la lettera. I suoi occhi posarono con piacere sulla grande e caratteristica calligrafia. Anche lo stemma del Grand Hôtel in cima al foglio pareva narrarle delle cose note e aggradevoli. In quel piccolo cerchio dorato ella vedeva, come traverso un magico cannocchiale, le cose lontane che essa ricordava e amava. « Hôtel Metropole »! Le pareva di vedere la rotonda dell'« Hall », brillantemente illuminata, e le eleganti signore dalle lucide chiome infiorate, passare con fruscìo lento a fianco degli uomini cortesi e corretti.... E la premura degli zelanti camerieri; e gli inchini del portiere ossequioso; e il pronto accorrere dei paggetti in livrea scarlatta.... E fuori — al di là delle giranti porte di cristallo — Londra, gaia, folle, illuminata, riversandosi in fiumana di carrozze ai suoi divertimenti....

Nancy sedette e rispose alla lettera dell'Ignoto:

« Il grande salone dorato è chiuso, e tiepido, e fragrante. Le lampade e il fuoco versano un lume pacato sulle pesanti tende di broccato, e sui floridi arabeschi del tappeto.

« Delle grandi rose pallide ergono la corolla dai loro vasi di Copenhagen, e la loro tinta è così fine, ch'esse sembrano essere la continuazione dei fiori di morbida luce pinti sulla porcellana.

« Sento le loro anime profumate che respirano vicino a me.