« Io sogno un amore vivido e trionfale e risplendente; un amore fatto di sangue e di sole e di rose — di tutte le cose calde e scarlatte che sono nel mondo!... Un portentoso e magnifico amore che non duri, che sfolgori e abbruci.

« Che non duri! E che perciò? E' forse meno amore per il fatto che deve morire? Sarebbe come dire che le vere rose sono quelle di carta, perchè non appassiscono.

« Ecco, io colgo una rosa viva, fragile, moritura, e ve la getto traverso l'Oceano.... traverso le tremila miglia d'acqua che ci separano —

« Se vi cade sul cuore, m'amerete.

« Eva. »

Egli le rispose: « Vi amo ».

Nancy era felice. Viveva d'una vita irreale; d'una vita febbrile. Non era più Nancy. Era « Quella delle lettere »! E Quella delle Lettere era una creatura selvatica, libera, ardente e lieta.

E nulla era più dolce al suo cuore che questo sottile e delicato « amor di lontano », questa passione traverso la distanza per un non veduto, non conosciuto amante.

Ah, come era moderno e piccante tutto ciò! Eppoi anche così tredicesimo-secolo! Non c'era stato Jaufré Rudel, il principe poeta, che amò per tanti anni la non veduta contessa Melisenda?... E finalmente venne a morirle ai piedi?

Amore di terra lontana
Per voi tutto il core mi duol.