Udendo ciò Bemolle mise sul programma un po' di Vieuxtemps e di Wieniawski, un po' di Sarasate e di Paganini. I milanesi accorsero al concerto, e restarono fino alla fine. E si prefissero di tornare ancora.
Ma i « Musicisti Veri » — quelli di cui se ne trovava sempre uno in ogni città (e a Milano ve n'erano quattro), quelli che si prendono sul serio, quelli che parlano della musica come di una sacrosanta e privilegiata malattia, di cui essi soli hanno il diritto di soffrire — quelli scossero le circospette teste con dolore. Che triste cosa udire da uno sbocciante genio qual'era questa bambina, la vilissima musica da virtuoso — l'acrobatismo violinistico, che indubbiamente e indegnamente piaceva al pubblico! Paganini! Vieuxtemps! Ah! quei nomi erano come pugni nel cuore ai Musicisti Veri.
— Oh! — gridavano, — dateci le glorie del Beethoven! Dateci gli splendori di Bach!
E clamavano il loro dolore su e giù per le colonne dei giornali.
Il Commendatore-editore di musica, leggendo queste critiche, sorrise passandosi la fine mano sul mento sbarbato.
Quando vide Nancy le disse:
— Date loro dunque del classico, niente altro che del classico!
E nel secondo concerto Anne-Marie suonò il Concerto di Beethoven e la « Sonata a Kreutzer »; e la « Chaconne », e la « Fuga », e il « Preludio », e la « Sarabanda » di Bach. E i Milanesi accorsero, e restarono fino alla fine, e si prefissero di tornare ancora.
Ma i quattro Musicisti Veri scossero le riservate teste con rinnovellato dolore. Come poteva una mera bambina comprendere il gigantesco Beethoven? Chi era quel criminale maestro che sovraccaricava il puerile cervello di Anne-Marie coi titani classici? Non era, quasi diremmo, un sacrilegio, udire una fanciulletta appressarsi alla misteriosa immensità della Chaconne di Bach? Solo i Musicisti Veri potevano comprendere tutta la profonda, la frenetica angoscia celata in quella semplice ed ingenua danza del settecento! Per carità, per carità! Che i bimbi non suonassero che del Händel e del Mozart!
Nel terzo concerto Anne-Marie suonò del Händel e del Mozart. E i Milanesi accorsero, e restarono fino alla fine; e si prefissero di tornare ancora.