Ma i quattro Musicisti Veri inarcarono le dolorose sopracciglia, dicendo che quella semplice e facile musica era ben dolce se suonata per il papà e la mamma entro le pareti domestiche; ma che, veramente, in una Sala da Concerto di Milano, si aveva il diritto di esigere qualche cosa di più possente e autorevole. E perchè questa bambina suonava il violino? Non sarebbe stato meglio se avesse studiato il contrappunto? O qualche altra cosa? La musica dovrebbe essere riservata per loro quattro Musicisti Veri.

Il Commendatore, che non era un Musicista Vero, sorrise e baciò in fronte Anne-Marie. Ma ciò non valse a consolare Nancy, che udì con attonita incredulità queste critiche; nè valse a calmare Bemolle, smaniante in frenetica ira; nè a trattenere l'indignata Fräulein dallo scrivere al « Corriere della Sera » al « Berliner Tageblatt » e al « Times » delle lunghe lettere in proposito. (Ma non è detto che quei giornali le pubblicassero).

Anne-Marie che non leggeva critiche, nè sapeva che al mondo vi fossero dei Musicisti Veri, era gaia e felice e adorava l'Italia. Per consolarla del lontano Schopenhauer, Nancy le aveva regalato un piccolo cane bassetto. Anne-Marie lo conduceva a passeggio nei Giardini, vergognandosi non poco delle sue gambe storte, e del suo corpo lungo e contorto come una sinfonia del Mahler; ma essa lo adorava ancor più per queste sue immeritate disgrazie.

Il bassetto fu battezzato « Steiner » perchè univa a un colore bruno-dorato e ad una certa turgidità di corpo, una debolezza di voce spesso notata da Anne-Marie in quegli eccellenti violini tirolesi.

.... Molta gente veniva a trovarli all'Hôtel per esprimere le loro vedute. Vennero anche i Musicisti Veri, che fecero molta paura ad Anne-Marie, e ancor più paura a Nancy.

— Che cosa credete di farne di vostra figlia? — chiese uno di loro, sorseggiando il thè e mangiando dei biscotti nel salotto di Nancy, coll'aria di farle un favore. — Cosa sperate che diventi?

— Non lo so, — disse Nancy. — Per ora sono contenta di ciò che è.

— Male. Dovete pensare all'avvenire. Se voi desiderate che essa divenga una grande, una vera artista....

— Non so se lo desidero, — disse Nancy. — Se dall'essere una grande artista essa degenerasse — e Nancy sorrise — fino a non essere altro che una fanciulla felice, non credo che me ne lagnerei.

— Badate! — continuò il Musicista Vero, — badate bene: il Prodigio d'oggi uccide l'Artista di domani. Cogliendo il fiore, voi distruggete il frutto.