— Stavate per dire: « Bach è un dio! Suona sempre Bach! non suonare che Bach! Tutto il resto è indegno », — sospirò Anne-Marie, già pentita di essersi immischiata nella conversazione.
— Niente affatto. Non stavo per dire questo, — sentenziò il critico.
— Allora stavate per dire quell'altra cosa: « Non osare mai di suonare Bach. Una bambina non può comprendere Bach! »... Già, i Professori mi dicono sempre o l'una o l'altra di queste due cose.
— Perfettamente, — disse il signore, gravemente. — Tu non puoi in nessun modo capire Bach.
Anne-Marie lasciò cadere Steiner, che andò a mordicchiarsi la coda sotto al sofà.
— E voi? — disse allo sconosciuto, — che cosa capite voi in Bach? Voglio sapere preciso cosa capite. — E con gli occhi saettanti e le guancie rosse, Anne-Marie afferrò per la manica il Musicista Vero. — Adesso vi suonerò del Bach, e voi mi direte che cosa ne capite... Bemolle! dammi il violino.
Bemolle si slanciò con viso raggiante ad obbedirla.
— Ma, Anne-Marie! cara! Non far così, — disse Nancy turbata.
Ma Anne-Marie accordava già il violino.
— Ecco, — disse, folgorando cogli occhi il visitatore, — adesso mi direte cos'è che voi capite, e io no!