E subito suonò le prime cinque delle trentadue variazioni della Chaconne. Poi si fermò.
— Ebbene? Cosa avete capito? Ditemelo!
Il Musicista si appoggiò alla spalliera del sofà, con un sorriso di superiorità benevola.
— E adesso, — disse Anne-Marie, come una piccola Furia bionda, accesa e ispirata, — adesso lo suono diversamente! Lo suono come Joachim... Così, precisamente così, Joachim suonava per me e con me... E adesso che cosa avete capito? Che cosa dice Bach a voi, sciocco uomo, più di quello che dice a me?
— Ma Anne-Marie! — esclamò Nancy. — Vergogna! Non devi parlare così!
— Sì! devo! devo! — disse Anne-Marie, quasi piangendo.
Il visitatore, sorridendo acidamente, si alzò per prendere congedo.
— Temo — disse — che per le ragazzine troppa musica non faccia bene ai nervi.
— Sì, sì che fa bene! — gridò Anne-Marie, disperata e piangente. E come Nancy la confortava cingendola col braccio, la bambina singhiozzò: — Mamma, digli una cosa! digli una cosa che io non so dire! Aiutami.
— Che cos'è, cara?