— Oh! è stata cattiva?

— No, gioia, no. — Valeria ancora in ginocchio cinse col braccio la piccina. — La povera Edith è malata, — disse lentamente.

— Allora la bacierò il doppio, — disse Nancy facendosi rossa.

— Bimba mia! bimba mia! cerca di capire! — scongiurò Valeria. — Edith è ammalata; come lo era il tuo papà... povero caro papà! — che è morto. Ed è lo stesso male che avevano le sue sorelle — e sono morte. E se tu la baci, oh, anima mia, adorata mia! potresti ammalarti anche tu, e morire. Pensa, pensa che ogni volta che tu baci Edith, è come se tu prendessi una spada per trafiggere il cuore di tua mamma.

Vi fu una lunga pausa.

— Ma se rifiuto di baciarla, non sarà una spada che trafigge il cuore a lei?

— Forse, — sospirò Valeria.

— E se una spada trafigge il cuore di Edith, non sarà trafitto anche il cuore della nonna?

— Sì, — disse Valeria.

Un'altra lunga pausa. Poi Nancy disse: