Ella si leva, frale e delicata,
E s'asside fra noi tacitamente,
Col suo blando sorriso d'ammalata.
Noi carezziamo trepidi, rapiti,
Il sottil viso e le dorate chiome;
E la curiamo con parole miti
E tenerezze che non hanno nome.
E noi sappiamo che non c'è speranza,
Che nulla al mondo la potrà salvare!
Ma quando torna alla sua cheta stanza,