Impararono i nomi di tutti i fiori nel giardino di Rose Cottage, ed anche di tutti quelli nei boschi; studiarono a memoria le poesie di Mrs Hemans, e s'interessarono molto ai piccoli negri dell'Africa Centrale che hanno la sventura di non portare vestiti e di non leggere la Bibbia.

E così, avendo assolto il suo compito d'educatrice, Miss Smith le abbracciò, le benedisse, e andò a vivere a Leeds.

Dove sposò un capomastro e fu molto felice.

Alla scuola di Wild-Forest venne Miss Jones, una nuova maestra, una maestra di Londra, molto risoluta e moderna. Arrivò a Rose Cottage, non invitata, a fare un breve ma severo esame alle due ragazzine; per sfortuna non chiese nè di Canuth nè dei piccoli negri; per conseguenza trovò che le bimbe erano assai ignoranti e insistette presso il dottor Harding perchè le mandasse a scuola.

E a scuola andarono, ogni giorno, le due biondine, e impararono tutto ciò che ancora mancava alla loro perfetta educazione. Impararono che il mondo è rotondo e appartiene agli inglesi; che gli oceani sono vasti e appartengono agli inglesi; che gli inglesi permettono — generosamente — ad alcune altre nazioni di vivere nel mondo, e ad alcune altre navi — ma poche! — di navigare sui mari. Impararono che bisogna odiare i tedeschi, disprezzare i latini, e aver schifo dei negri. Impararono che il Dio inglese non riceve che la domenica, mentre il plebeo Dio cattolico (che del resto non serve che per gli straccioni, i forastieri e gli Irlandesi) lascia aperte le sue chiese tutti i giorni, ma non bisogna andarci. Impararono che il sentimento è una cosa volgare; che è ridicolo commuoversi, che è indecoroso entusiasmarsi; che la frutta si mangia col coltello e la forchetta, e che le unghie e la coscienza — ma sopratutto le unghie! — vanno tenute pulite.

Terminata così la loro educazione scolastica, le due fanciullette lasciarono la scuola e tornarono a casa, da loro padre.

E da lui appresero altre cose ugualmente utili per affrontare l'esistenza. Appresero quali sono i mezzi che si adoperano a Rio Janeiro e nell'Isola di Sumatra per neutralizzare il veleno dei serpenti; impararono a distinguere la Naja Tripudians — la funesta e terribile cobra egiziana — da altri rettili, quale il Crotalus horridus e il Cerastes cornutus; impararono a conoscere i sintomi determinati dalla puntura degli scorpioni di Columbia e quelli dei ragni del Capo di Buona Speranza; e conobbero la distribuzione geografica, la eziologia e la patogenesi della lebbra e del beri-beri.

Così, preparate ed agguerrite alla vita, si affacciarono le due bionde sorelline alla soglia della giovinezza. Con gli occhi limpidi come il vento guardarono in faccia all'avvenire.

IV.

E la vita le salutò, tutta sorrisi. Le condusse, tenera come una mamma, gaia come una amica, pei mattinali sentieri dell'adolescenza.