Ma Neversol le parlava.
— Piccola Myosotis, la felicità umana è limitata, mentre i nostri desideri sono infiniti. Le possibilità di godimento sono fuori d'ogni proporzione colla nostra sete di piacere. Allora gli intellettuali, i raffinati, hanno voluto cercare fuori della vita, fuori della realtà, il filtro che plachi l'ardore d'inestinguibili desideri.... E l'hanno trovato nel bianco succo del papavero....
Tacque un istante, indi riprese:
— Il fumatore d'oppio, il morfinomane, il mangiatore di coca e di haschish tiene nelle mani la coppa di tutte le ebbrezze, tiene nelle mani la chiave del chiuso cancello che limita la gioia agli umani. Egli, quando vuole, s'avvia rapsodico e sonnambulesco per le mistiche lande del sogno, per paesaggi sterminati e favolosi.... fuori del tempo e dello spazio. Egli ha spezzato ogni ceppo. Il vero non lo trattiene; la realtà non lo intralcia; tutto a lui è possibile: la frenesia di fantastici amori, il parossismo di non sognate estasi.... Egli è rimosso da ogni miseria umana, liberato da ogni vincolo umano. Egli ha vinto Dio e la natura!...
Dal fondo della sala l'uomo dai capelli rossi si era alzato e veniva verso di loro con un calice di liquore iridescente in mano. Myosotis lo guardò con un senso di pietoso disgusto.
Era veramente assai brutto; aveva le orecchie sporgenti, e traverso i capelli radi e rossi si disegnava tutta la forma del cranio; sotto i baffi rossi una larga bocca dalle labbra tumide s'apriva nel riso come una caverna.
Porse il bicchiere a Myosotis.
— A voi, biondina; bevete un sorso del mio calice e conoscerete i miei pensieri.
— Grazie.... — balbettò Myosotis, — ma davvero.... non ho sete....
L'uomo diede in una grossa risata aprendo l'antro oscuro della sua bocca.