— Poverina! — disse. — Lo capisco.
XXIX.
Lo capiva!... Quella donna lo capiva!...
A Myosotis parve di non avere che in quell'istante conosciuto il terrore. In fondo al suo cuore aveva sperato che quella non la comprendesse; si aspettava che dicesse:
«Paura? Ma di che cosa?».
Ma la donna.... aveva capito.
Allora con un grido sommesso Myosotis le afferrò le mani, le vesti, aggrappandosi a lei convulsa. Ma subito la serva si divincolò dalla sua stretta, e indietreggiando verso l'uscio, coll'indice sulle labbra, fece cenno a Myosotis di tacere; indi sparì, rapida come un'ombra, dietro le tende che drappeggiavano la porta d'uscita sul corridoio.
Perchè, perchè era fuggita così?
Myosotis si volse e sulla soglia della camera rossa vide Neversol che la guardava.
Lungamente egli contemplò quella figuretta atterrita, come un serpente fissa l'occhio ipnotizzante sull'uccelletto che sarà sua preda. Indi con un sorriso si avanzò, tendendole ambo le mani.