Poi, rivolto verso il ponente (e giù, lontano, in fondo alla valle la nebbia si stendeva come una coltre sudicia sulle lontane città):
— Fa freddo, — disse. — Entriamo.
L'indomani all'alba Laurence Wilmer partì. Come egli stesso aveva messo per condizione, nessuno — eccetto la vecchia Jessie, che sempre si alzava all'alba — scese per salutarlo. Quando uscì dall'aia, pronto alla partenza, vide che le finestre della casetta erano ancora tutte chiuse.
Whisky e Soda sbucarono da sotto un gran mucchio di fieno, stirandosi, cogli occhi rossi, gli vennero incontro, scodinzolando, e lo accompagnarono per un tratto di strada, giù per la ripida discesa. Indi sparirono nella brughiera.
Ai suoi piedi il mondo dormiva, avviluppato nella nebbia.
Giunto all'ultima svolta, Wilmer si fermò e si volse indietro a guardare Rose Cottage, addossato alla collina. Il cancello era aperto sul giardino autunnale, coi suoi rosai spogli, i cespugli nudi, gli asteri e i crisantemi.
E Wilmer pensò che in primavera vi sarebbero le rose....
Sorrise a quel pensiero.
Indi si volse e riprese la strada ripida che scendeva nella vallata.