— È un lusus naturae, — esclamò l'uomo dai capelli rossi, sporgendosi avanti a guardare Leslie, — prezioso per chi ama le anormalità.
Di nuovo tutti risero. Ma Leslie e Myosotis si scambiarono un'occhiata perplessa. Evidentemente Miss Jones non aveva insegnato loro tutto ciò che era utile sapere in società.
— N'appuyons pas, — intervenne Lady Randolph, crollando le belle spalle nude. — Tanto, qui non abbiamo che dei piccoli volatili del Campidoglio.... o di Strasburgo, che sia.
— Io adoro il pâté de foie-gras; — disse Neversol; e di nuovo tutti risero.
E siccome la guardavano, rise anche Myosotis per darsi un contegno. Tuttavia le parve che la conversazione fosse assai incoerente.
Il pranzo si protrasse a lungo.
Leslie, colle guancie accese, rideva sempre di più a tutto ciò che le raccontavano Totò e il diplomatico; aveva un'aria strana, esaltata.... Myosotis la guardava attonita, e non badava nè a Neversol che le diceva molte cose incomprensibili, nè all'uomo grasso che le stava dall'altro lato.
Questi nè parlava nè la guardava, e Myosotis si disse che certo doveva trovarla noiosa e antipatica; e se ne rammaricava, perchè trovava ch'egli aveva una buona faccia di papà indulgente.
Strano a dirsi, per errore, egli continuava a mettere il suo piede su quello di lei.
Ella, confusa, temendo di offenderlo, diceva: «pardon!» e ritirava con cura il piede da sotto al suo.