Quando questo accadde per la quarta volta, egli si volse e la tornò a fissare come l'aveva fissata al principio del pranzo. Myosotis si sentì diventar molto rossa sotto quello sguardo — già, l'aveva sempre avuto quel vizio di arrossire per nulla! — e come lui continuava a guardarla, ella continuò ad arrossire finchè ebbe gli occhi soffusi di lagrime.

In quel punto tutti gli altri discutevano forte coll'uomo rosso e nessuno badava a ciò che l'uomo grasso poteva trovare da dire a quella ragazza noiosa e mal vestita. Egli si appoggiò indietro nella sua sedia, mise le mani in tasca e disse:

— Si può sapere perchè siete qui?

Myosotis, alzando a lui il dolce sguardo azzurrino, rispose:

— Lady Randolph ha avuto la bontà di invitarci....

Egli aggrottò le ciglia. — E voi, perchè avete accettato l'invito?

Myosotis sorpresa da quella domanda non seppe che cosa rispondere.

— Si può sapere, — riprese lui, e la sua voce era rude e severa, — perchè avete portato qui quella bambina?

Myosotis lo guardò sempre più stupita.

— Ma.... non so.... — balbettò confusa. Le pareva che quell'uomo grasso, dall'aria buona e paterna, avesse assunto d'un tratto l'atteggiamento di un inquisitore; sotto le ciglia aggrottate egli la saettava con sguardo sdegnato. E siccome sembrava aspettare ch'ella parlasse ancora, la fanciulla soggiunse: — Siamo venute qui per fare delle conoscenze.... per incontrare....