Gli si abbattè ai piedi alzando a lui il viso livido e stravolto, mentre grandi lagrime le rigavano le guancie.
—Non lasciarmi! non lasciarmi. Ti amo!
L'uomo ristette, e la guardò. E d'un tratto gli parve di vedere in quel viso alzato verso di lui tutta la passione muliebre del mondo, nella sua spasimante debolezza, nella sua affranta angoscia, nella sua fragile e feroce terribilità.
Ella non comprese il suo sguardo: le parve di sentire ch'egli era perduto per lei; e si abbattè gemendo con la fronte a terra.
—Ma se mi lasci che cosa farò? Mio Dio, che cosa farò?
—Farai,—gridò egli mentre le onde dell'ira risorgevano in lui,—farai ciò che hai sempre fatto. Sciagurata e iniqua, tu non hai fatto che del male...
—Sì!... sì!... È vero,—pianse lei.
—Tu non hai sparso che danno e devastazione intorno a te. Hai portato lo sfacelo e la sciagura, sempre, a chi ti ha amata...
—Sì!... sì!... È vero...
—Ed ora so che cosa tu vorresti! Vorresti perdere anche me... spingermi alla pazzia e al delitto! Ma non ci riuscirai; ah, no! non ci riuscirai.