Egli trasse con riluttanza la lettera di tasca.
—Vedi... è la mia gente che mi scrive...
E le porse il foglietto.
Ma Raimonda aveva voltato il capo ed egli non le vedeva che la sottile e rigida linea della guancia e del mento.
—Leggi, dunque!—insistè—leggi ciò che mi scrive la mia famiglia.—E per ammansarla si chinò a baciarle i capelli ondulati e profumati, ritoccati all'henné.
Ella ritrasse di scatto il capo come una viperetta che voglia mordere.
—La tua famiglia! la tua famiglia!... non seccarmi l'anima con la tua famiglia.
Alberto tremò. Sentì una vampata d'ira salirgli dal cuore alla fronte.
—Non mi pare di averti seccata molto colla mia famiglia,—disse.—Ma mi guarderò bene, d'ora innanzi, dal parlartene.
—E te ne sarò grata,—fece lei sarcastica e pungente. S'alzò e uscì dalla stanza.