Un giorno, recatosi a trovarla a un'ora inconsueta, Alberto non la trovò: la cameriera gli rispose un poco turbata:

—La signora è uscita.

—Da molto tempo?

—No, da pochi minuti.

—In quale direzione?

La cameriera accennò con prontezza a mano sinistra. Allora con uguale prontezza Alberto, cui pareva ormai di conoscere l'anima femminile, volse a destra, e si inoltrò rapido verso il Valentino.

Il Po era grigio e freddo; gli alberi brulli; i viali quasi deserti.

Giunto vicino al Castello Medioevale Alberto scorse, in un sentiero laterale, due figure, un uomo e una donna; gli parve di ravvisare il chiarore argenteo di un mantello di cincilla; affrettando il passo riconobbe davanti a lui—allontanandosi da lui—la nota figura snella e un poco languida, le esili spalle spioventi e l'andatura così caratteristica di Raimonda—andatura a un tempo affettata e negligente, come di chi bada dove mette il piede ma non si cura di dove va.

Accanto a lei, stretto al suo braccio, era un uomo: il corpo alto, dritto di spalle, sottile di fianchi denotava la gioventù. Camminavano lentamente.

Alberto sentì il sangue fluirgli in una ondata violenta alle tempia; il cuore gli batteva in gola. Precipitò il passo fino quasi a raggiungerli, poi si fermò.