—Sì! sì... ti vedo!—sospiravo affranto.
Ma lei non si calmava; tutta scossa da brividi e singhiozzi, col volto vicino al mio, mi serrava le tempia tra le mani.
—Guarda!—ansava,—guarda tutto, guarda tutto! Guarda fuori, guarda il cielo!
—Dimmi che vedi! che vedi!—E cingendomi col braccio, mi sollevava perchè io vedessi dalle finestre aperte la chiazza azzurra del cielo.
Smarrito, angosciato imploravo:
—Lasciami riposare. Non agitarmi! non agitarti così!...
Ma lei insisteva, tutta scossa da un brivido che io non comprendevo:
—Guarda!... guarda tutto!...
E se appena io mi assopivo, esausto, ella si slanciava su me con un grido:
—No! Non dormire, non dormire! Non chiudere gli occhi!