Là, dove l'Ourthe incontra il suo minor fratello, l'Aisne, il treno rallentò, fremette, ebbe un lungo sibilo, e si fermò.
«Bomal», annunzio il conduttore.
«Eccoci giunti; su, Mirella, svegliati!» gridò Chérie guardando un istante dal finestrino e poi volgendosi a calcare sulla testolina arruffata e assonnata di Mirella il largo cappello a rose, mentre Frida radunava in fretta i libri, le racchette da tennis e gli ombrellini.
«Eccolo! Eccolo!» e Chérie agitò la mano dalla portiera a salutare un'alta figura maschile che percorreva con volto ansioso la piattaforma. «Claudio! Claudio! siamo qui!»
[pg!20] Claudio Brandès, un bell'uomo, d'una quindicina d'anni più vecchio della sorella Chérie, corse ad aprire lo sportello con un'esclamazione di sollievo. «Ah, sia lodato Iddio, siete qui», disse, alzando Mirella tra le braccia come se fosse una bambina piccola e portandosela sulla spalla. «E così? State bene?... Avete tutto? Andiamo!» E si avviò lungo la piattaforma a passi così rapidi che Chérie e Frida stentavano a tenergli dietro. «Oh, Mademoiselle», diss'egli volgendosi a Frida, «se avete lo scontrino dei bagagli, datelo a Fritz».
«Oui, Monsieur le Docteur,» rispose Frida fermandosi a frugare nella borsetta. Indi si volse e si guardò intorno in cerca del domestico, Fritz, ch'ella non aveva ancora scorto.
Fritz Hollaender («Hollaender di nome e Hollaender di nazionalità», com'egli soleva dire di sè ogni volta che faceva una conoscenza nuova) uscì improvviso dall'ombra e le fu davanti. Le prese di mano il foglietto senza rispondere al timido saluto di lei; nè parve accorgersi dello sguardo interrogante ch'ella gli fissava in volto. Senza una parola girò sui tacchi, e la sua massiccia figura scomparve tosto nell'androne dei bagagli.
La piccola comitiva era già all'uscita della stazione [pg!21] ed il treno con un ultimo fischio serpeggiava via nel buio, allorchè Mirella d'improvviso alzò la faccia dalla spalla di suo padre e diede uno strillo. «Amour! Abbiamo dimenticato Amour!»
Era vero. Amour rattrappito e disgustato nel suo canestro della merenda se ne viaggiava nella notte verso il verde cuore delle Ardenne.
Vi fu un istante di muto sgomento, seguìto da molti vicendevoli rimproveri.