Tante volte lo penso. Che dolce cosa sarebbe se potessimo tutt'e tre fuggir via — fuori dell'esistenza, come riuscimmo a fuggire dal bosco in quella notte! Se potessimo silenziosamente [pg!185] sparire dalla vita, sfuggendo ai lunghi giorni e alle notti paurose; alle estati infocate e agli squallidi inverni; alla giovinezza febbrile e alla vecchiaia desolata; sfuggire all'esilio e alla nostalgia, alla fame e alla sete, all'amore e all'odio!... Ah! dolce giacere in pace sotto gli alberi ondeggianti del piccolo cimitero di Bomal, col cuore tranquillo e gli occhi chiusi. E accanto a noi, come una marmorea statua di giovane guerriero, Florian — Florian quale io l'ho conosciuto e amato, Florian, bello, fiero e fedele!

.... Ma Claudio? che cosa farebbe solo nel mondo il povero Claudio?

Claudio tornerà zoppicando dalla guerra, o troverà devastata la sua casa, troverà sua moglie che trema di lui, e la sua bambina che non può più parlargli, e sua sorella che, pur essendo viva, sente d'essere stata uccisa nel sonno.... Ah, povero Claudio! Meglio, forse, se non tornasse.

Oggi è venuto di nuovo il dottor Reynolds. E' stata Luisa a mandarlo a chiamare; poi, quand'è venuto, non ha voluto vederlo. Si è [pg!186] chiusa nella sua camera e nessuno ha potuto persuaderla a scendere.

Così ho dovuto condurre io la piccola Mirella nel salotto dove egli colla signora Whitaker ci aspettava.

Parlavano insieme con una certa animazione quando ho picchiato alla porta; certo ho sentito la voce della signora Whitaker che parlava concitata. Ma appena siamo entrate ella non ha più detto nulla. Ho notato però che mi guardava da capo a piedi in un modo molto strano. Allora m'è spiaciuto d'avere indosso la vecchia veste nera di Luisa, invece del bel costume nuovo che questa buona gente mi ha fatto fare un mese fa. E' un bel vestito, ma — non so come mai — non mi riesce più di agganciarlo, tanto m'è stretto al collo e alla cintura!

E a questo proposito ricordo una cosa. Quando la signora Whitaker l'altro giorno disse che desiderava mi visitasse il dottore, io risi e l'assicurai che dovevo avere ben poco male dal momento che ingrassavo tanto. Lei però non rise; anzi mi guardò fissa senza rispondere, con un'aria strana.

Certo c'è qualche cosa di nuovo, di curioso nell'atmosfera di questa casa. Non so che cosa sia. Tutti sono silenziosi, un po' freddi; direi quasi [pg!187] che sembrano impacciati quando ci parlano. Certo sono assai meno cordiali d'una volta. Eva, non si sa il perchè, è stata mandata via; già da due settimane si trova a Hastings in casa d'amici. Giorgio, che fa il corso d'allievo ufficiale a Aldershot, viene a casa ogni sabato e resta fino a lunedì. Ma non ci rivolge quasi mai la parola. Lo vedo girellare davanti alla casa o vagare malinconico per il giardino — quel triste giardino tutto sgocciolante di pioggia — sferzando collo scudiscio l'erba molle e le piante sfiorite. Sovente egli si volge a guardar su alla mia finestra, e si direbbe che voglia parlarmi; ma se io al davanzale lo saluto con un cenno del capo, o gli sorrido, egli mi fissa un momento serio serio, e poi s'allontana. Ho come un'idea che sua madre gli abbia vietato di parlare con noi. Un giorno egli aveva chiesto a Luisa e a me di leggere del francese con lui, e ne eravamo assai contente. Ma subito sua madre lo chiamò e gli parlò a lungo. D'allora in poi egli non è più tornato nel nostro salottino.

Chissà! saranno probabilmente stanchi di averci per casa. Non c'è da farsene meraviglia. Siamo delle creature così tristi e dolenti! E poi, abbiamo tutte qualche infermità. Io stessa, se non ingrassassi a questo modo, penserei che [pg!188] vado tisica tanto mi sento debole, affranta e svogliata. Ho orrore del cibo, ed ho dei dolori lancinanti al petto. Già, sono anemica; questo lo so. Tuttavia non ho tosse. Quindi speriamo che non sia nulla di grave.

Oggi, dunque, quando siamo entrati in salotto il buon dottore ha preso il polso di Mirella e le ha parlato con dolcezza. Ma frattanto non staccava gli occhi da me; ed anche la signora Whitaker mi guardava.