Si guardò a lungo facendo cenno di sì col capo, come una mentecatta; e la sua imagine riflessa, lunga e bianca nella camicia da notte, le faceva cenno di sì. Era vero. Ecco, ella ne riconosceva tutti i noti segni: quei lineamenti stirati, quegli occhi stanchi ed irrequieti, quella faccia che sembrava già troppo piccola in confronto al corpo — tutto tutto quell'aspetto spaurito, dolente — era la maternità! La maternità. Ciò ch'ella e Claudio avevano tanto desiderato, tanto sospirato — un altro figlio — ecco, ora le veniva concesso. La natura accordava alla violenza ciò che aveva negato all'amore. Nell'esasperazione della tortura, nel parossismo dell'odio, la materia aveva risposto e fiorito.

Coi denti stretti, coi pugni chiusi ella guardava quell'imagine, guardava quel suo fragile corpo in cui si compiva l'eterno mistero della vita.

Notava la subdola preparazione della sua muliebrità per l'adempimento della sua missione: la curva già più marcata delle sue forme, e la trama delicata delle cerulee vene sul candor latteo del collo e del petto.

Con un gemito di creatura ferita ella nascose il volto tra le mani.

[pg!196] Mia Dio! Che cosa fare? Che cosa fare? Come in un baleno ella rivide la faccia convulsa, ubbriaca del nemico china sopra di lei... E con un grido che destò di soprassalto Chérie nella camera attigua, Luisa cadde a ginocchi presso il letto.

Liberarsene, liberarsene!... o morire!

————

Allora cominciò per Luisa la disperata corsa alla liberazione, la straziante ossessione dei tentativi di scampo.

Si levava ogni giorno all'alba e camminava per ore ed ore, noncurante dell'intemperie, affannandosi per aspre salite e ripide discese, correndo per affaticarsi e stremarsi; finchè madida di sudore, esausta, si abbatteva affranta...

A nulla giovò. Allora si decise di andare a Londra. Inventò ogni sorta di scuse per andarci sola; e in quell'enorme, crudele deserto di strade ignote, di folla ignota ella vagò in cerca di oscure farmacie. Tornava portandosi a casa delle medicine venefiche, delle bevande pericolose che le davano crampi e convulsioni, che la lasciavano malata, esausta, colla bocca amara e il viso spettrale.