«Sì, domani», disse Claudio.
Ma il domani era nell'oscuro grembo degli Dei.
La mattina seguente, quando Frida e le due fanciulle scesero di buon'ora per la colazione, furono stupefatte di vedere Luisa — ancora nell'abito bianco della sera innanzi — seduta, sul divano, colla faccia pallida e gli occhi rossi. Alle loro domande essa rispose tremula che Claudio era partito. Due ufficiali erano venuti a chiamarlo [pg!24] verso la mezzanotte.... gli avevano dato appena il tempo di fare la valigia e prendere la sua borsa d'istrumenti chirurgici — poi l'avevano condotto via in gran fretta.
«Ma dove — dove è andato?» chiese Chérie.
«Non lo so,» rispose sua cognata e gli occhi neri le si soffusero di pianto. «Parlavano di mandarlo... non so... a un'ambulanza da campo... o al Deposito Centrale....»
«Cos'è il Deposito Centrale?» domandò Mirella.
Ma poichè nessuno lo sapeva, nessuno rispose.
A quel punto entrò Marietta, la cameriera, portando la colazione; e la seguiva sua madre, Maria, la cuoca. Tutt'e due avevano gli occhi rossi e appena interrogate si rimisero a piangere. Maria narrò che all'alba erano venuti i suoi due figli, Charles e Toinot, vestiti da soldato; avevano detto addio a lei ed a Marietta; il maggiore, Charles, che apparteneva al nono reggimento fanteria partiva per Stavelot; e Toinot, che non aveva ancora diciott'anni, s'era arruolato volontario e l'avrebbero mandato Dio sa dove.
«Certo,» soggiunse Maria, mentre le fitte lacrime le rigavano la faccia travagliata, «non [pg!25] c'è ragione di piangere. Si sa che non c'è alcun pericolo per il nostro paese. Ma tuttavia vedere i propri figli che se ne vanno così... cantando la Brabançonne.... come se andassero a morire» — la voce le si ruppe in singhiozzi.
«Certo, mia buona Maria,» fece eco Luisa, «non c'è ragione di piangere.»