«Quanto tempo dura?» chiese il bambino umano, un poco inquieto.
«Meno di cent'anni,» rispose la cicogna.
Allora il bambino pianse più di prima. «Ma come? Ma perchè dura così poco?»
«Ah, questa stolta, illogica umanità, quanto la disprezzo,» disse la cicogna; e volò via.
————
Erano arrivate a Bomal dieci giorni prima, Luisa, Chérie e Mirella, dopo un viaggio terribile traverso l'Olanda e le Fiandre. Alla stazione di Liegi Chérie stava così male da muovere [pg!287] a compassione anche le autorità, che permisero a un'infermiera di accompagnarla fino a Bomal. La buona Nurse Elliot ottenne dalla Croce Rossa il consenso di rimanervi ad assistere l'ammalata fino ad evento compiuto.
Al loro arrivo a Bomal Luisa non era andata direttamente a casa. Le mancava il coraggio di condurvi Mirella. Tremava — ella stessa non sapeva di che. Avrebbe la bambina riconosciuto quei luoghi? Quale effetto produrrebbe sulla piccola anima sensitiva la scossa di tali ricordi?.... Luisa si sentì incapace di affrontare una nuova emozione; le fatiche e le angoscie del viaggio aggiunte alla tormentosa inquietudine, d'ora in ora crescente, per lo stato di Chérie, l'avevano affranta. Decise dunque di condurre Mirella in casa della loro vecchia amica, Madame Doré.
Incerta dell'accoglienza che ne riceverebbe, tremante dei mutamenti che vi potrebbe trovare dopo nove mesi d'assenza, Luisa battè con tremante mano alla porta della «Maisonnette des Lilas.»
Fu Madame Doré in persona che venne ad aprire. Ma era questa veramente Madame Doré? Questa donna dai capelli bianchi, dal volto stralunato, che la fissava senza riconoscerla?
[pg!288] «Madame Doré! Sono io, Luisa e la piccola Mirella! — Non ci riconoscete?»