Parlarono di tutti i loro amici e conoscenti. Su tutti, su tutti era passata la procella, travolgendo, rovinando quelle esistenze, mandandole disperse per il mondo....
«Taci!» sussurrò improvvisa Madame Doré afferrando il braccio di Luisa. «Ascolta! Ascolta!»
Fuori si udivano i passi cadenzati della soldatesca, e un vociar rude, ed imprecazioni e risa.
«Li senti, i nostri padroni?» susurrò Madame Doré stringendosi convulsa a Luisa. «Entrano nelle nostre case quando vogliono, anche [pg!290] nel cuor della notte. Entrano e frugano da per tutto; portano via i nostri denari; leggono le nostre lettere; ci comandano, consultano a piacer loro. A noi non è lecito nè parlare, nè pensare, nè esistere senza il loro consenso e la loro approvazione. Viviamo sotto la minaccia perenne della prigione o della deportazione. E abbiamo fame... si, abbiamo anche fame! Ah! perchè, perchè non ho avuto il coraggio di partire anch'io? Potevo rifugiarmi con Cecilia in Inghilterra....»
«Era forse meglio,» disse Luisa a bassa voce.
«Che vuoi? Non ho osato abbandonare i miei morti.... E poi mi sentivo così vecchia, così vecchia e spaventata... Ed ora eccomi qui rinchiusa nel Belgio come in un carcere — e Cecilia è lontana e sola!»
Invano Luisa tentò confortarla con parole soavi e tenere carezze. La vecchia donna era colpita al cuore e desolata. Il solo fatto che Luisa, quando era in Inghilterra, non aveva veduto Cecilia nè avuto nuove di lei, le empiva l'animo di sgomento. Chissà che ne era di Cecilia in quel lontano paese, tra quella gente straniera!
«Non temete per lei,» la confortò Luisa. «Non le accadrà alcun male. Gli inglesi sono brava gente.» E, mentre lo diceva, un improvviso [pg!291] senso di rimpianto, di struggimento quasi nostalgico le morse il cuore. Ah, invero gli inglesi — che brava gente! L'Inghilterra! che porto sicuro, che rifugio di salvezza! Come placida e calma e forte nella sua cerchia di acque grige!...
«Forse,» pensò Luisa ritornandosene sola traverso il villaggio e cercando di schivare lo sguardo di gente estranea e dei soldati tedeschi che camminavano da padroni in mezzo alla via, «forse era meglio rimanere in quel nostro lontano esilio, e non tornar qui per essere alla mercè delle belve che ci hanno conquistate...»
E ripensando a Jeannette, Luisa impallidì.