Luisa, singhiozzando, uscì.
Florian rimase solo per pochi istanti. Udì che il canto di sopra si arrestò improvvisamente. Indi dei passi rapidi e leggeri scesero correndo le scale. La porta s'aprì e Chérie apparve sul limitare.
Florian indietreggiò, e gli si fermò il respiro. Ma come! Questa visione d'incanto, questa pura bellezza nei bianchi, ondeggianti drappeggi — era Chérie? la sua piccola amica Chérie? Ma come, come mai si era essa così trasformata dalla bambinetta scontrosa ch'egli aveva sempre conosciuta, in questa eterea beltà floreale?... [pg!60] Chérie ben s'avvide della sua meraviglia, e ristette ferma sulla soglia; timida, si velava le lattee spalle con una sciarpa vaporosa che le fluttuava intorno e le dava come un'aria di volo. I suoi limpidi occhi erano levati a lui larghi di azzurra e divina innocenza.
Un brivido scosse l'uomo che la guardava — un brivido di presciente orrore. Non erano già vicine le orde nemiche, briache di sangue e di ferocia? Non stavano già aprendosi con violenza la via verso questo fiore verginale? Ed egli doveva lasciarla! lasciarla, sola, alla mercè della loro brutalità? Di nuovo il brivido terribile lo scosse; mentre quei limpidi occhi ingenui lo fissavano, sorridenti.
«Chérie!» diss'egli con voce rauca. «Chérie!» La trasse a sè, le alzò il viso delicato e guardò profondamente dentro l'azzurra meraviglia dei suoi occhi.
Essa non parlò; nè ebbero un battito le sue ciglia. Offerse allo sguardo di lui tutta la trasparente profondità della sua anima. Ed egli ripetè ancora quella sola parola: «Chérie!...»
[pg!61]
I quaranta minuti erano passati. Vi fu un affrettato congedarsi, un'ultima agitata parola di avvertimento e monito; poi con un tintinnio di speroni Florian era corso giù per le scale e s'era slanciato in sella.
Girò la testa del cavallo, che s'impennava, verso il Nord, e levò lo sguardo alle finestre.
Sì, erano tutte là a fargli cenno d'addio! Tutte vicine, le teste bionde e le brune; gli occhi ceruli e gli occhi neri lo seguivano....