«Ma già,» assenti Chérie. «Dormi, dormi, Mirella, che l'alba sarà subito qui.»
Mirella chiuse gli occhi, e pensò ai tedeschi. I tedeschi — secondo gli insegnamenti di Frida e di un giornale umoristico settimanale chiamato «Fliegende Blätter» — si distinguevano in due categorie: Professori e Tenenti. I Professori erano vecchi, calvi e comici; i Tenenti erano giovani, aristocratici ed affascinanti. I Professori erano così distratti che non sapevano mai nè dove andassero, nè che cosa facessero; i Tenenti erano così irresistibili che solo a vederli tutte le ragazze di Germania cadevano in deliquio, e morivano per essi di etisia e di [pg!69] amore. Frida talvolta ammetteva che vi era qualche altro tedesco all'infuori di queste due categorie. Vi erano dei poeti, per esempio, ma questi erano già quasi tutti morti; vi erano delle buone madri di famiglia, che facevano una conserva chiamata Konfitür; vi erano dei camerieri d'albergo che andavano all'estero.... Ma certamente, pensò Mirella, i tedeschi che volevano entrare nel Belgio questa sera erano i Tenenti e i Professori....
Mirella si annidò più comodamente nei soffici cuscini e si addormentò. Sognò che erano proprio arrivati, che erano molto amabili e che ammiravano molto il suo vestito rosa.
Un rombo assordante la destò — uno scoppio immane con uno scrosciar di travi rotte e di vetri frantumati.
Mirella balzò dal letto, e subito un lampo l'acciecò, un altro rombo riempì l'aria.
Pareva che crollasse il mondo.
«Mirella!!» Le braccia di sua madre erano intorno a lei, e Chérie si aggrappava ad entrambe.
«Andiamo via — andiamo via subito!» gridò Chérie. «Cercheremo rifugio dal Borgomastro... dal Parroco... Non stiamo qui, non stiamo qui, sole!»
[pg!70] «Sì... sì... andiamo...» balbettò Luisa. «Ma chi ci porterà la roba?...»
«Che roba? Ma cosa dici?» gridò Chérie. «Non possiamo prender nulla — nulla, Lulù! — Per amor di Dio, andiamo!»