————

Passarono ore, od istanti?... Non lo seppero mai.

A un tratto sopra l'assordante baccano percepirono altri suoni. Erano voci — voci forti e rauche — giù, nella strada. Un frastuono di grida, di comandi secchi e gutturali, un clicchettìo di sciabole e speroni.

«Lasciami — voglio guardar fuori,» ansò Chérie, svincolandosi dalla stretta convulsa di Luisa. E corse, barcollando alla finestra....

Indi volse a Luisa un volto stralunato.

«Eccoli. Sono qui!»

Mirella cacciò un urlo che si perdette nello strepito crescente, e Luisa levò le mani al cielo.

«E' la morte — la morte» gemette, e strinse tra le braccia la piangente Mirella.

«Taci! Taci!» susurrò Chérie. «Forse non entreranno. Il portone è chiuso...» Ma pur mentre [pg!72] lo diceva sentiva tutta la fallacia di tale speranza. «Ah! mio Dio!» E Chérie, barcollante indietreggiò dalla finestra, aggrappandosi alle tende per non cadere. «Luisa, c'è qualcuno che apre la porta! E' Fritz.... E' Fritz.... E' lui che li fa entrare!»

Ed ecco già per le scale un trepestìo e un vociar alto e rude tra il tinnir di sciabole e speroni.