Allora, quasi se l'imminente incombere del fato l'avesse d'un tratto investita d'una forza e dignità nuove, Luisa si raddrizzò alta e tragica fra le due fanciulle tremanti, e con gesto solenne tracciò sulla fronte ad entrambe il segno della croce. Poi anch'essa si segnò; e con le braccia intrecciate stettero immobili. Erano pronte a morire.

Villanamente sbattuta da un calcio la porta si aprì; dei militari in uniformi grigie apparvero sulla soglia; altri gremivano l'andito spingendosi avanti rumorosamente. Ma alla vista delle tre figure allacciate si arrestarono e vi fu un istante di silenzio; quindi un ufficiale — un uomo alto, magro, dai baffi grigi — mosse un passo davanti agli altri, ed entrò nella stanza. Quelli dietro a lui si schierarono rigidi e impettiti sul limitare, evidentemente aspettando ordini.

[pg!73] «Tiens, tiens, tiens!» fece l'ufficiale squadrando le tre figure femminili da capo a piedi, dalle chiome lucenti alle scarpette eleganti. «Che quadro delizioso!» — e i suoi occhi sorridevano. «Si direbbe che vi siete falle belle per riceverci?» Il suo francese era perfetto; il tono, benchè lievemente sprezzante, non era nè rude nè scortese; i suoi occhi azzurri erano intelligenti e un po' canzonatori. A dir vero non sembrava una «jena infernale,» nè evocava l'idea di violenza, d'oltraggio o di strage.

Nell'anima di Luisa una reazione improvvisa successe alla tensione suprema di terrore. Le parve di fondersi e svanire in un'onda ineffabile di conforto e di speranza; e il sangue agghiacciato le rifluì con un caldo palpito nel cuore.

Frattanto l'ufficiale si era rivolto agli uomini immobili dietro di lui — due di questi parevano ufficiali di grado inferiore, gli altri otto o dieci erano semplici soldati — e diede loro un breve aspro comando in tedesco. Tutti salutarono, rigidi; mentre i due ufficiali facevano un passo avanti e si ponevano a lato del loro superiore. Uno di costoro — un giovane alto, dagli occhi chiarissimi — teneva un foglio di carta in mano.

[pg!74] Dietro l'ordine secco dell'ufficiale anziano egli lesse ad alta voce quanto vi stava scritto. L'ufficiale superiore, ascoltando quella lettura, si guardava intorno; volgeva gli occhi dalla finestra alla porta, poi all'altra porta, poi alla breve scalinata ricoperta di tappeti rossi che conduceva agli appartamenti superiori....

Chérie e Mirella — che capivano il tedesco — ascoltavano stupefatte quella lettura. Era una breve precisa descrizione della casa e dei suoi inquilini.

«Abitazione di Claudio Leopoldo Brandès dottore e ufficiale di riserva; età 34 anni; ammogliato con prole. Sua moglie, sua figlia e una sorella vivono con lui. Al pian terreno cinque vani: cucine, studio del dottore, camera da chirurgia e due sale d'aspetto; al primo piano, quattro vani; ai piani superiori, nove vani. — Garage; scuderia; rimessa (due cavalli, una motocicletta, un'automobile — requisiti); cantine e telefono. — Das ist alles, Herr Kapitän.»

«Uomini adulti in casa?» chiese il Herr Kapitän.

No. Queste donne soltanto.