Luisa cogli occhi stralunati e la faccia terrea obbedì.

«Vostro marito è medico, non è vero? Avrete dunque in casa qualche antisettico.... del lisoformio? Del sublimato?....»

Luisa fece cenno di sì.

«Allora portatemene, ve ne prego. E un po' d'acqua, bollita, se ce n'è.»

Luisa si volse senza parlare e lasciò la stanza.

[pg!86] «Mi pare molto stupida,» osservò Von Wedel seguendola cogli occhi.

«Mi pare molto bella,» disse il capitano.

Luisa passò davanti ai soldati che affollavano l'andito. Scese le scale, tenendosi una mano alla fronte. Aveva le vertigini e le pareva di camminare in sogno. Sarebbero rimasti qui, in casa sua, tutta la notte questi uomini? Avrebbero mangiato e dormito qui? Avrebbero seguitato a darle degli ordini, ad occhieggiare Chérie, a spaventare Mirella? Quanto tempo rimarrebbero? Chissà? Forse una settimana.... forse un mese?...

Luisa entrò barcollando nello studio di suo marito e accese la luce. Alla vista di quella stanza, della poltrona di lui, del suo libro ancora aperto sullo scrittoio, così come l'aveva lasciato nella precipitosa partenza — Luisa si sentì torcere il cuore in una morsa d'angoscia. «Claudio... Claudio!...» singhiozzò. «Torna! Torna a proteggerci!...»

Ma Claudio era lontano.