[pg!109] «Noi altre, a dir vero, non ci avevamo ancora pensato,» si scusò Miss Jane. «Ma se possiamo in qualche modo soccorrere queste infelici, lo faremo con molto piacere.»
«Oh, certo! Siete così angeliche!» esclamò l'impulsiva Kitty, circondando d'un braccio robusto le rigidette spalle di Miss Jane e schioccandole un bacio sulla guancia.
Miss Jane arrossì di piacere.
«E allora, che passi si fanno per avere una di queste profughe?» chiese Miss Lorena Marshall. «Anch'io potrei trovar posto per qualcuna in casa mia. Anzi, non mi spiacerebbe affatto. Sono lunghe le serate per me che vivo sola; e riprenderei volentieri un po' di conversazione francese.»
Lady Mulholland, a cui ella s'era rivolta, indugiò alquanto a rispondere; quindi in tono piuttosto asciutto disse: «Potete scrivere al Comitato per i rifugiati, a Kingsway; oppure al Consolato Belga.» Vi fu una pausa. «I Davidson devono averla avuta dalla Lega pel suffragio femminile. La prevengo però,» soggiunse guardando con occhio frigido la signorina Marshall, «che il Comitato, a quanto mi si dice, è particolarmente rigoroso. S'informa per filo e per segno sul conto di coloro che vogliono i [pg!110] profughi. Non li manda, così, a chiunque ne faccia domanda.»
Vi fu un nuovo silenzio; quindi Lady Mulholland e sua figlia si alzarono e presero commiato.
A Miss Julia, che le accompagnò fino al cancello, la signora osservò a bassa voce: «Ma guarda un po' che impertinenza! Quella Miss Marshall che ha il coraggio di voler prendersi in casa una profuga! Lei!... Col suo passato!»
«Che passato?» chiese stupita Miss Julia, spalancando gli occhi cilestri un po' sbiaditi. «Che cosa dici mai?!»
«So ben io cosa dico,» ribattè l'amica con una crollata del capo che fece fluttuare ai venti il velo di trina bianca. «So ben io!... cara Julia, credimi: quando si vive tanto tempo all'estero» — e Lady Mulholland scosse vicino al naso di Miss Julia un indice sapiente e ammonitore — «c'è sempre qualche cosa sotto! Qualche gatta che ci cova. — Dunque addio. Vi aspetto mercoledì al thè in casa mia.»
E la gentildonna salì in carrozza seguita dalla sorridente Kitty, lasciando Miss Julia muta ed esterrefatta sotto gli alberi del suo giardino.