«A proposito, come si chiamava il vostro Hôtel?» chiese un giorno Lady Mulholland. «Noi, andando a Spa, abbiamo pernottato a Bruxelles; e mi ricordo che abbiamo alloggiato in un eccellente Albergo. Il Britannique, o il Métropole, o qualche cosa di simile.»
Madame Pitou si rivolse con un sospiro a sua figlia che soleva fare da interprete:
«Toinon, dille tu il nome del nostro albergo,» sospirò. «Traducilo dal francese.»
[pg!118] E Toinon tradusse: «Ristorante Al Gaio Anatolio o Alla Lepre Saporosa.»
«No; non Ristorante — Hôtel» corresse Madame Pitou. «Hôtel Alla Lepre Saporosa.» E sospirò profondamente.
Indi soggiunse: «Toinon, avvisa questa gente che vogliamo un potage aux poireaux per questa sera. Io non voglio nè posso più ingurgitare quelle brodaglie nere che in questo paese si ha il coraggio di chiamare minestra.»
[pg!119]
VII.
Ben presto in Pinner l'entusiastica infatuazione per i profughi si calmò. Lo slancio di generosità esagerata cadde; e quando nelle case si riunivano le signore a lavorare per i soldati, e a raffrontare i Belgi da loro ospitati, si notava una mal celata amarezza in coloro che ne avevano in casa, e un tono di sorridente compatimento da parte di chi non ne aveva.
Si parlava dei profughi quasi come di una malattia; un estraneo avrebbe potuto credere che si trattasse degli orecchioni o delle febbri malariche.