— A mezzodì, allora? O alle undici?
— Sia pure per le undici.
— Tra un'ora, dunque; — conchiuse il Ceprani, guardando l'orologio. — Mi diano il tempo di correre alla Borsa, e sono subito di ritorno. Vuoi nulla, tu?
— No, — disse Arrigo, — ci ho il mio agente. A rivederci. E bada, non più Ausonia, per ora! —
Orazio Ceprani rispose con gesto, che voleva dire: “ho capito„ e poi
si dileguò, come da corda cocca.
Arrigo fu molto soddisfatto di vederlo partire.
— Finalmente! — mormorò. — Il passo sarà libero, ora. Se permetti, zio, vado a dare libertà a qualcheduno. Con questi amici, che ronzano sempre ne' miei paraggi, bisogna sempre stare in vedetta.
— Fammi almeno sapere dove debbo ritirarmi, per lasciar passare i tuoi misteri, — disse ridendo lo zio.
— Oh, non importa, c'è un'altra scala. Il guaio è che mette in una via troppo vicina all'ingresso principale. Uno che esca di qua e svolti nella strada di fianco... capirai!