— Senti, io ti parlo schietto; — rispose il Manfredi. — Amo la gente seria, ma mi piace che ognuno abbia i pregi, e, se vuoi, anche i difetti della sua età. Siano i vecchi temperati ed accorti, siano ardenti i giovani, ed anche un pochettino ingenui. Ora, che cosa t'ho a dire di più? Quel cavalier Valenti, per la sua età, mi pare un fenomeno, un prodigio di vecchiaia. Tanta esperienza, con quel sorriso angelico, in fede mia, è piuttosto fatta per allontanare, che non per attrarre la simpatia di un uomo come me. Ti dispiace?
— Sì, e molto... perchè dianzi, tenendo a braccetto Gabriella, vagheggiavo un certo disegno!...
— Un disegno? Così presto?
— Eh, caro mio, non me l'hai forse detto tu, proprio tu, che io debbo rifarmi del tempo perduto? Stringere un po' più saldamente i vincoli che ci uniscono, è oggi il mio desiderio più vivo, e, direi quasi, l'unico desiderio ch'io mi abbia. Arrigo, che ti è sembrato così serio e calcolatore, non è freddo che alla superficie. Io l'ho studiato, questa mattina, e posso aggiungere che gli ho dato un esame in piena regola. Non si nasce mica perfetti a questo mondo! Vedi, Andrea. Tu devi usarmi la cortesia di rifare con me lo studio di quel carattere, spogliandoti di tutte le tue antipatie....
— Antipatie, no; — interruppe il Manfredi; — l'uomo savio non ne ha mai, e l'uomo non savio, quando è giunto alla mia età, non ne ha più.
— Diciamo dunque le tue idee prestabilite; — riprese il Gonzaga. — Tu devi lasciarle un momento in disparte, per considerare con me la giovinezza di Arrigo. Quel povero ragazzo si è trovato solo, nel mondo, a combattere; più che imparare a custodirsi da certe intemperanze dell'età, è stato costretto dal bisogno a moderarsi, ad osservare, a scegliere la sua via. Ti è mai occorso di vedere dei saltatori, che per aver calcolata troppo lunga una distanza, o anche per assicurarsi contro i pericoli di una caduta nel vuoto, prendessero una rincorsa maggiore del bisogno, e, nell'impeto, nello slancio del salto, varcassero il segno? Così e non altrimenti il mio povero Arrigo; ha fatto maggior provvista di forze che non bisognasse al caso suo. Doveva esser più giovane, egli, che non aveva tempo da perdere nei giuochi e nelle follie dell'età? meno accorto, egli, che dubitava d'inciampare ai primi passi? Ha diffidato, ha temuto; ma era onesta la sua diffidenza, rispettabile il suo timore. Quasi si potrebbe esclamare: o felix culpa! poichè questa esagerazione di sforzo lo ha condotto alla ricchezza: ma questo ragionamento utilitario sarebbe indegno di me, che ti parlo, di te, che mi ascolti, e finalmente di lui, che ha lavorato con coscienza, avendo solamente il torto, lui giovane, di non aspettare la visita e i sorrisi di madonna Fortuna. Egli le è andato incontro, l'ha circuita, vinta e incatenata, sempre per eccesso di precauzioni, per esagerazione di sforzo. Poveraccio! Ma egli è più giovane che tu non creda; ha una retta coscienza ed un cuore ardente, sotto quell'apparenza di freddezza e di calcolo. Ti basti questo: che egli mi ha confessato stamane di essere fieramente innamorato di tua figlia.
— Fieramente! Dici da senno?
— Non ne dubitare, ti prego. Egli lo ha confessato a modo suo, senza abbondanza di parole, con una di quelle frasi concise e risolute, con uno di quegli scatti, di quei lampi, che ti fan leggere nei più riposti segreti di un cuore. Riconosci, mio caro Andrea, che ti eri ingannato sul conto suo. E non potresti anche ammettere che Arrigo avesse lavorato con tanta accortezza a formarsi uno stato, per potersi presentare più sicuramente a te, con più fondata speranza di essere accettato per genero? Ah, vedi? Ti carico alla baionetta. Ma che vuoi? Amo quel ragazzo, che somiglia tanto a sua madre, alla mia povera sorella... e vorrei vederlo felice. Or dunque, amico, la tua risposta! Senatore, il tuo voto!
— Sarà un voto condizionale, — rispose il Manfredi, che non potè trattenersi dal ridere. — In questo caso io non vorrei far nulla, senza avere udito il pensiero di mia figlia.
— È giusto. Ma se tu mi permettessi di parlarne frattanto a lei, con garbo, si capisce, e con la debita prudenza....