— Al pian di sopra, — balbettò Giovanna, abbassando gli occhi, — è venuta ad abitare una madame Duplessis, mercantessa di mode. Sono anzi salita poc'anzi, con un pretesto, da lei.
— C'è stata anche ieri?
— Sì.
— Ed ha corso rischio di essere scoperta; — soggiunse il Gonzaga. — Ieri, il conte ha fatto qui, mezz'ora dopo la sua partenza, un certo discorso!... Ma non ci perdiamo in chiacchiere inutili. Qui bisogna provvedere.
— Come?
— L'uscio per cui ella è entrata, non deve più mettere al quartiere di mio nipote. Questo è l'essenziale. Che donna è la signora Duplessis? Giovane? Vecchia?
— Giovane, ed anche bella abbastanza. È una francese, come le dice il cognome.
— Bella e francese? È sicuramente una donna di spirito; — disse il Gonzaga. — Mi faccia il favore di restar qui una quindicina di minuti.
— Dove va?
— Ho da sbrigare una piccola faccenda. Non tema di nulla, per ora. Da questa parte non si apre a nessuno, e ad ogni modo in questa camera nessuno entrerà. Lasci fare a me. Quella lettera, certamente anonima, mi dà molto da pensare. Ma sono un vecchio soldato ed ho imparata la guerra delle imboscate. Astuzia per astuzia, ed agguato per agguato. —