— Domanderò anch'io, alla mia volta: e quale?
— Questa, per esempio, che lo scambio delle parole... vivaci era avvenuto dopo la festa, in un caffè, in un circolo, per istrada, dovunque, tranne in casa di persone amiche. Ma oramai è fatta; — soggiunse il Gonzaga, sospirando, — e del senno di poi ne son piene le fosse. Io ringrazierò lei, ad ogni modo, del delicato pensiero. E adesso, vediamo come se n'esce.
— Non ne siamo esciti? — chiese timidamente Orazio Ceprani. — Resta che nel verbale noi dichiariamo tutti e quattro sul nostro onore di non aver trovati gli estremi di un duello.
— Di una cattiva azione; — soggiunse Arrigo. — Sono le tue parole di ieri.
— Taci, tu! — gridò il Gonzaga, stizzito.
— Ma infine, zio, che ti fa, di avere un duello?
— Che mi fa? Che mi fa? Or ora me la fai dir grossa. Tu, caro mio, per certe cose, hai ricevuto l'ottavo dono dello Spirito Santo. Ma basta; c'è una condizione ad referendum e un verbale da estendere; ci avrete tutti gli appigli per rifarvi da capo. Sicuro; nel vostro caso, io direi press'a poco così: “Signori! voi, molto cortesemente, ci avete dichiarato di poter rispondere del vostro primo; ma noi, per ragioni che intenderete, non abbiamo potuto dirvi lo stesso. L'aver noi citato al signor Gonzaga la clausola ad referendum gli ha dato molto da pensare. Quale delle due parti incomincierà, per dire che il suo primo... si è contentato? E l'essersi egli contentato per primo, non lo metterà rispetto all'altro in una condizione di debolezza? Or dunque, non dichiariamo nulla, e consideriamo ancora un pochino il caso delicato. Possiamo noi consegnare nel verbale quelle ragioni intime che ci hanno persuasi a non vedere gli estremi di un duello? In altri termini, possiamo scrivere, sulla fede nostra, che non avendo avuto il conte Guidi intenzione di offendere, il signor Cesare Gonzaga non l'aveva neppur lui? Se lo possiamo, il secondo considerando s'innesta naturalmente col primo; resteranno le parole vivaci e noi le cancelleremo d'accordo, come conseguenza di un malinteso. Ma se a voi non paresse....„
— E non parrà; — interruppe Arrigo.
— Tanto meglio; — aggiunse il Gonzaga. — “Se a voi non paresse, facciamone una, che salverà le ragioni dell'uno e dell'altro; ritiriamoci tutti e quattro, lasciando che nuovi padrini sottentrino.„ —
Arrigo tentennava la testa; ma Orazio Ceprani s'intromise, e sciolse lui la quistione.