— Se la cosa è in questi termini, ecco un famoso inventore, che può dar dei punti all'Edison! — disse il conte Pompeo. — Ma che proprio non ci sia neanche l'ombra del vero? Dice un proverbio che non c'è fumo senza fuoco.
— Orsù, — disse il Gonzaga, a sua volta, — sentiamo che cos'altro le sussurra all'orecchio il suo demone interno.
— Ah, sì, dice bene, un demone interno!
— Ci sono ancora dei punti oscuri? Bisogna chiarirli.
— Ecco qua, Gonzaga mio. La contessa non poteva soffrire il Valenti. Sa che gliel'ho detto io medesimo? Ora ricordo di aver letto in un libro che queste antipatie dichiarate sono artifizi di donne, per nascondere la verità, che è tutt'altra. —
Qui Cesare Gonzaga fu ad un pelo di perdere la pazienza.
— Ah, senta! — gridò. — Ne troverà molte, sui libri. Solo a leggerne uno del Balzac, c'è da rinunziare per sempre alla vita matrimoniale. La contessa, che io ho imparato a stimar tanto, può benissimo non apprezzare il carattere di mio nipote, troppo compassato, troppo serio, troppo calcolatore; e in ciò potrebbe aver ragione, per bacco! C'è altro?
— Ella non ammette niente; — rispose il Castelbianco, mezzo raffidato e mezzo dubbioso; — ella ha una risposta di trionfo per tutto. Ci sarebbe ancora, a voler cercare il pel nell'uovo, ci sarebbe ancora da informarsi se il padrone di questo stabile è anche il padrone dell'altro di via Sallustiana, e se a qualche altro piano c'è comunicazione fra due.
— Non ci mancherebbe altro! — pensò il Gonzaga, fremendo.
In ogni altra circostanza, e trattandosi di dare l'ultima prova palmare ad un geloso feroce, si sarebbe potuto dire: “Venga qua, e visitiamo il quartiere, dalla prima all'ultima stanza. Veda, non c'è una porta falsa, e le pareti dànno tutte buon suono. Guardi anche i mobili; specialmente gli armadi; non c'è traccia di doppio fondo, per nascondere un uscio. Vuol venir sopra, o sotto? Chiederemo scusa ai casigliani, e leveremo a lei anche questo dubbio dal capo; vedrà, toccherà, tasterà da ogni parte, e poi andrà a farsi benedire.„ Ma per allora, e davanti a quell'uscio, non si poteva parlare, nè, sopra tutto, operare così. Cesare Gonzaga credette anzi necessario di sviare il sospetto, nella speranza di guadagnar tempo, e rimediare a quell'altro pericolo. Ora, il miglior modo di sviare il sospetto, era di fargli una confessione tale, che mostrasse Arrigo le mille miglia lontano da un ripesco amoroso.