—Ma…. lasciarti così solo?… Un testimone ti sarà pur necessario!—entrò a dire accortamente Tommaso.
—Un testimone! E per che farne?
—Eh, quel che si fa d'un testimone, perdiana! Il testimone vede e può all'occorrenza far fede. Inoltre, la sua presenza può tenere in soggezione gli avversarii. Capisco che non s'ha da appiccar zuffa in quattro, essendo voi due soli alle prese, e che io, pure volendo, non lo potrei, per non tirarmi addosso lo sdegno del castello, a cui non sono in grazia, come tu sai; ma infine, un amico presente….
—Capisco anch'io; non dirmene altro!—interruppe il Bardineto, che vedeva l'amico inteso a fermar chiaramente i patti della sua accompagnatura all'Altino.—Io non ho bisogno d'aiuto; la quistione è mia, tutta mia; tu non c'entri. E adesso, se ti piace venir testimone allo scontro, fa come t'aggrada; io non ci ho nulla a vedere.—
Il Sangonetto chinò la testa, in atto di chi si rassegna, suo malgrado, ai voleri d'un amico. E col cuor più tranquillo, e per conseguenza col passo più spedito di prima, si fece innanzi alla comitiva.
In quelle chiacchiere, erano giunti presso all'Altino. Lo scalpitar dei cavalli avea fatto correre il ragazzo dell'osteria sull'uscio di strada.
—Padrone! ohè, padrone!—aveva egli gridato.—Presto, fatevi innanzi; son qua di ritorno i gentiluomini di questa mattina.
—Che diavol dici?—esclamò mastro Bernardo, uscendo sull'aia.—O che ci verrebbero a fare?
—Eh, che so io?—disse il Maso, impenitente nella sua celia.—Forse ad assaggiare quel vinello fiorito….
—Zitto là, mascalzone! Oh, magnifici messeri….—