Ed era per aggiunger dell'altro; ma il suo compagno gli diede un'occhiata, che ebbe il potere di arrestargli la parola tra i denti.
—Venga dunque il tuo vino!—ripigliò l'oratore interrotto.—E siccome io m'immagino che voi, messer Pietro, non vi disporrete a mandarlo giù così di buon mattino, senza un briciolo d'accompagnatura….
—No certo;—ribadì l'altro sollecito.—Non ci sei che tu, per ber vino ad ogni ora, come se fosse acqua di fonte.
—Ah, baie! Io e lui siamo amici vecchi, messere, e si sta come pane e cacio. A proposito di cacio, hai tu qualcosa da ungere il dente? Di' su!
—Comandate, magnifici messeri!—fu pronto a dir l'oste, a cui erano rivolte le ultime parole del Picchiasodo.—C'è pane e cacio, uova da farne una frittata in un batter d'occhio, e se vi piace, posso anche ammannirvi un pollo allo spiedo….
—Ottimo amico! Ostiere degno della mia stima e della mia pratica!—gridò con burlesco fervore quell'altro.—Portaci il pollo, la frittata, il cacio, il pane, tutto quello che hai!—
L'oste, serviziato per indole e giubilante per quella mattutina ventura, non se lo fece dire due volte, e, comandato al Maso che accompagnasse i due forastieri al pian di sopra, ov'era luogo più degno di loro, entrò difilato in cucina, per ammannire alla svelta tutto il meglio della credenza. La moglie si diede a pelare un pollo, ostia innocente, acciuffata in quel punto sull'aia e messa a morte senza processo; il figlio più grandicello a rattizzare il fuoco e disporre il menarrosto; un altro a raccattare nell'orto due talli d'indivia e due carciofi primaticci; egli a trar fuori dall'armadio il pane, il cacio, il vasellame e tutto l'altro che bisognasse. Volea fare le cose a modo, mastro Bernardo; dare in tavola i principii, servire per bene i suoi ospiti, che gli pareano persone d'assai.
—Per altro, diceva egli (e qui faceva capolino la natural diffidenza del campagnuolo), o come va che due cavalieri di quella fatta, avviati al Finaro, si fermino qua, all'insegna dell'Altino? Capisco che alla Marina non abbiano trovato il fatto loro; ma qui siamo a cento passi dal borgo, e, con quelle cavalcature vistose, in quattro salti erano a casa.—
Onesta considerazioni mastro Bernardo le faceva ad alta voce, in quella che spicciava le sue faccende. Il Maso, che tornava in quel punto da apparecchiare la tavola, lo intese e da buon cortigiano entrò a dire la sua.
—Padrone, o che credete, che l'Insegna dell'Altino la non ci abbia il suo buon nome per tutto il paese? Chi non lo sa, che il miglior vino di Calice viene a farsi bere nella nostra osteria? E non sono già soli i terrazzani, che ci hanno la divozione a questo santo, ma anco i forestieri, che pure non avrebbero a risaperne gran cosa. Vi ricordate, padrone, quel pezzo grosso di genovese, che c'è capitato due volte e non c'era luogo al mondo che gli piacesse di più?