— «Amin!» — ripeterono in coro tutti gli astanti.

Finita la preghiera, fu calato nella fossa il cadavere, colla faccia rivolta verso la Mecca. Larghe pietre scheggiate gli furono piantate dattorno, ed ognuno degli astanti gli gettò sopra un pugno di terra. Gli uomini che avevano scavato la fossa ragguagliarono il terreno sulla tomba, e per custodirla contro gli sciacalli e le jene, la copersero tutta di rovi.

— Andiamo, — disse il vecchio congedando i compagni; — andiamo fidenti in Dio, e lasciamo l'estinto ad aggiustare i suoi conti con Azraele. Cessino i pianti; è un delitto di ribellarsi ai comandi di Dio, e la morte è un comando di Dio. Accetteremmo noi il suo volere, quando ci arreca la gioia, e lo ricuseremmo quando ci reca il dolore? —

La turba comprese l'invito, e colle mani sugli occhi si allontanò, volgendosi indietro ad ogni tratto, per mandare il suo ultimo saluto a colui che essa non doveva riveder più, fino al giorno dell'estremo giudizio.

Caffaro di Caschifellone ed Arrigo di Carmandino erano rimasti muti spettatori di quella funebre scena; questi oppresso, istupidito dal suo dolore, senza trovare, senza ardire neanco di cercare una via di salvezza; quegli abbattuto, stordito dalla improvvisa rovina, desideroso di trovare quella via, ma ancora senza il soccorso di una buona ispirazione.

— Che facciamo? — diss'egli finalmente. — Se Abu Wefa ha detto il vero, egli doveva incamminarsi verso settentrione. Tentare di inseguirlo noi, pochi e stranieri in questi deserti, sarebbe follia. Se tornassimo indietro per chiedere il soccorso dello Sciarif? Egli vi ama, Arrigo; egli non negherà questo aiuto all'amico.

— Andiamo! — rispose Arrigo scuotendosi, come uomo che esca da un sonno profondo. — Ma che otterremmo noi, se Dio non ci assiste? Io giuro, — soggiunse impetuoso, — di consacrare il restante dei miei giorni al tempio di Cristo, se madonna Diana sarà restituita incolume ai suoi cari. —

E alzò gli occhi pieni di lagrime al cielo, prendendolo a testimone del suo giuramento.

Caffaro di Caschifellone chinò il viso e sospirò. Fieramente innamorato, quantunque senza speranza, egli sentiva più d'ogni altro la gravità di quel voto.

Deliberato il ritorno, e lasciata una parte dei loro uomini intorno ai feriti, Arrigo e il suo fedele amico Caffaro si rimisero prontamente in cammino. Gandolfo li seguiva a malincuore, e avrebbe desiderato andarsene a Gaza. Ma come fare? Come entrar loro del suo disegno? Qual pretesto addurre, senza che sospettassero di lui? Andò dunque con essi, ma coll'animo in soprassalto, come chi teme ad ogni piè sospinto di trovarsi sull'orlo d'un precipizio.