— Non l'hai amata; son io che te lo dico; — gridò lo Sciarif con accento vibrato. — Se tu l'avessi amata, l'ameresti ancora, l'ameresti fino alla morte. O mi hai mentito, — soggiunse notando l'aria abbattuta di Caffaro, — o l'ami sempre anche tu. Vedi? L'ho indovinato. Anche su te qualche spirito maligno ha gettato un incantesimo, come su me lo ha gittato Abu Wefa? Triste cosa, cristiano, amar chi non t'ama, e amare come amo io! Ma comunque sia, io non vo' separarmi da lei. La perla d'Occidente mi sarà fatale, lo sento; e tuttavia non la darei per la corona d'Egitto, non pel trono di Arun el Rascid, non per quello di Suleiman, il re che comandava agli spiriti e che ebbe nel suo Arème le più leggiadre fanciulle del mondo. Ella morrà, mi ha detto; ed io mi ucciderò sul suo cadavere. Le ho offerto, sai, le ho offerto di inchinarmi al Dio dei suoi padri, io, io discendente del Profeta, e di esser dannato in eterno. Vedi tu se io l'amo, se posso ascoltare le profferte che vieni a farmi, in nome tuo o di Arrigo, non monta.
— In nome di Arrigo, io te l'ho detto; — rispose Caffaro, vedendo oramai che di riavere la donna per le vie dell'amicizia non rimaneva speranza. — Se fosse in nome mio, ben altra proposta farei.
— E quale?
— Di domandarti madonna Diana in campo chiuso, con lancia e spada, all'ultimo sangue. —
A quelle parole del crociato, lo Sciarif diede un balzo e sbuffò come il destriero generoso al primo squillo della tromba di guerra.
— Sarebbe un giuoco pericoloso; — diss'egli, con accento pieno di minaccia. — E perchè non me l'offre Arrigo?
— Arrigo non ci ha pensato; — rispose Caffaro. — Egli non sapeva mica, non poteva prevedere che tu avresti fatto così poca stima della amicizia che era tra voi. Del resto, — soggiunse, col fermo proponimento di pungerlo, — Arrigo da Carmandino ha combattuto già una volta con te, e non è stato egli il perdente.
— La sorte è cieca; — gridò lo Sciarif. — Potrebbe esser vinto quest'altra.
— In Occidente, — notò Caffaro, — una giostra cosiffatta non è consentita dagli usi. Quando due cavalieri si sono affrontati in campo chiuso ed è stato sparso il sangue di uno tra loro, essi diventano fratelli, son sacri l'uno per l'altro; salvo che....
— Salvo che.... — riprese Bahr Ibn. — Prosegui!