— Salvo che uno di loro voglia portare il carico della offesa alle consuetudini, commettendo un atto sleale. E qui forse sarebbe il caso... almeno, davanti alle leggi dell'amicizia. Non sei tu il rapitore della sua donna?
— Non l'ho rapita a lui; — proruppe Bahr Ibn; — nè ad altro dei suoi che non sapesse difenderla. A un ladro l'ho tolta. Se io non fossi stato, ella sarebbe ora in balìa di Abu Wefa, di un padrone e di un amante assai meno riguardoso di me. —
Caffaro sapeva oramai tutto quello che gli premeva sapere.
— Dunque, — diss'egli, — se verremo a ridomandartela colle armi?...
— Il ferro della mia lancia ricaccerà la domanda in gola a chi sarà tanto ardito da tentare la prova.
— E se soccombi? Perchè, tu l'hai detto, o Sciarif, la fortuna è cieca.
— Non ho che una parola. Chi mi vince, l'avrà.
— Altri dunque, dopo Arrigo, potrà misurarsi con te e correre la sua lancia?
— E dopo e prima di lui, non monta; — rispose Bahr Ibn, infiammandosi. — Venga pure tutto Occidente contro di me, non lo temo.
— E sia; — disse Caffaro. — Ci consenti dunque di mandarti il nostro cartello di sfida?