Bahr Ibn si arrestò e rimise la spada nel fodero.

Intanto erano accorsi i valletti, e insieme con essi il vecchio Zeid, per offrire l'opera sua, quantunque, a giudicarne dalla prima apparenza, la vedesse inutile affatto.

Slacciarono l'elmo e tolsero la cervelliera al ferito. La morte gli stava nel viso. Ma anche tra i lividori ond'era cosparso e le contrazioni cagionate dallo spasimo atroce dell'ultim'ora, fu agevole a tutti di riconoscerlo. Bahr Ibn diede in un grido di stupore e di raccapriccio.

— Gandolfo! — esclamò.

Indi, volgendosi al palco delle donne, soggiunse:

— Perla dell'Occidente, son io che ti vendico!

— Ah, l'avevo pure indovinato! — disse Ugo Embriaco, volgendosi al fratello.

— Orbene? — replicò Nicolao. — Che cosa vi dicevo io? O la prova dell'innocenza, o la giustizia di Dio. Passi la giustizia di Dio: — aggiunse con una voce piena di tristezza, il primogenito degli Embriaci: — e gli uomini si dispongono a perdonare. —

Ciò detto, senza che Ugo ardisse rispondere altro in quel momento solenne, messer Nicolao si avvicinò al suo vecchio amico, la cui vista cominciava ad offuscarsi, mentre le braccia annaspavano, come cercando di aggrapparsi a qualche cosa che lo trattenesse un istante sull'orlo della tomba.

— Povero Gandolfo! — mormorò Nicolao. — Potessi tu almeno morire in pace colla tua coscienza!