— Ho tradito... — balbettava il morente, — ho tradito, sì... ma ho pure, espiato!... Sciarif, rendi la fanciulla.... o morrai.... Quest'oggi morrai.... — incalzò, facendo uno sforzo supremo, per compier la frase, — quest'oggi, come muoio io.
— Pensa a te, bugiardo profeta! — gridò lo Sciarif, inasprito da quella minaccia del moribondo. — Salva te stesso, se puoi.
— L'anima... l'anima vorrei salva... — rispose Gandolfo — E il perdono dei miei... il perdono di madonna.... —
Voleva aggiungere Diana; ma il sangue incominciava a flottargli dalla bocca e non gli consentiva altre parole.
Mauro di Piazzalunga si volse al palco delle donne, e ad alta voce espresse il desiderio del morente.
— Madonna Diana, — gridò, — Gandolfo del Moro chiede il vostro perdono. Concedetelo, e sia per lui l'impromessa del perdono di Dio. —
La fanciulla degli Embriaci esitò un istante, ma più pel turbamento ond'era stata colta da quella sequela di casi, che non per titubanza a concedere. Indi, mormorato un sì, e temendo che la sua voce, soffocata dalle lagrime, non potesse giungere al moribondo, slacciò la fascia che le stringeva la vita e la gettò a Mauro di Piazzalunga.
Lo Sciarif guardava e taceva. Ma fremette, nel profondo del cuore, al vedere quell'atto. Avrebbe cangiato volentieri di posto con Gandolfo del Moro, per ottenere quel segno di perdono da lei.
— Madonna si raccomanda alle vostre preghiere lassù, e vi manda la sua sciarpa: — disse Mauro di Piazzalunga, parlando amorevolmente all'orecchio di Gandolfo. — I suoi fratelli e tutti i vostri concittadini vi hanno perdonato del pari. —
Gandolfo fece uno sforzo per riaprir gli occhi e vedere il dono della fanciulla. Ma non ne venne a capo, e allora si strinse la ciarpa alle labbra.