— A lei... il pensiero; — mormorò; — l'anima a Dio... se vorrà perdonarmi.

— Pregatelo, mio figlio; — egli è il Dio delle misericordie! — disse il vescovo Maurizio, facendo il segno della croce sulla fronte a Gandolfo.

Il disgraziato non rispose più verbo. Tentò bensì di aprire la bocca per balbettare una preghiera. Ma un altro botto di sangue uscì dalle fauci, e Gandolfo del Moro aveva cessato di vivere.

CAPITOLO XIX. Che potrebbe intitolarsi il principio della fine.

A tutta quella vicenda di casi e di mestizie assisteva in disparte un cavaliere, muto, immobile e solo, che si sarebbe potuto credere un simulacro di guerriero, come quelli che decoravano le sale d'armi delle antiche castella, se tratto tratto non lo si fosse veduto muovere il capo, ora per guardare nel palco delle donne, ora per seguire degli occhi le fasi della giostra.

Nessuno dei cavalieri cristiani si era avvicinato a lui per rivolgergli la parola, nè egli aveva mostrato mai di volersi frammettere nei discorsi degli altri. Pareva che niente lo commovesse, di quanto accadeva sotto i suoi occhi. Alto della persona, poderoso di membra, tutto chiuso nella sua armatura, ravvolto in un mantello bianco, che era segnato sull'òmero da una croce vermiglia, lo si poteva riconoscere a tutta prima per un cavaliere d'alto grido, ma senza altrimenti poterne ripetere il nome. Infatti, egli era andato e rimaneva là, fin dal principio della giostra, colla visiera calata, lasciando immaginare ai più curiosi che si trattasse d'un voto.

In que' tempi, simiglianti stranezze non erano rare. Un cavaliere giurava di rimanere per un certo numero d'anni coll'occhio destro bendato, e non ardiva sciogliersi di per sè stesso dal voto, neanche dopo aver perduto in guerra il sinistro.

Il cavaliere sconosciuto non si scosse neppure alla scena dolorosa della morte di Gandolfo del Moro, nè quando il cadavere fu trasportato fuori del campo. Le braccia incrociate sul petto, il mento chino sulla gorgiera, dinotavano che il cavaliere se ne stava assorto in una profonda meditazione, o che sapeva padroneggiarsi in tal guisa, da non lasciare intendere ad altri qual senso facessero sull'animo suo le cose che accadevano a pochi passi lontano.

La pugna per quel giorno poteva dirsi finita, giusta le condizioni poste dallo Sciarif. E già i due maestri di campo erano per darsi commiato e prender ora pel giorno seguente.

Ma il vincitore appariva poco desideroso di tornarsene in città. Era profondamente crucciato; le ultime parole di Gandolfo del Moro gli stavano ancora sull'anima.